Casa De Variste · Castelluccio di Norcia · 2021–2022

Una casa che, per sedici mesi, fu tutto il paese.

Dal 20 maggio 2021 al settembre 2022, una facciata dipinta col tricolore da mio padre, Urbano Testa, è stata l'unica presenza rimasta in piedi sulla sommità di Castelluccio di Norcia. Questa è la sua storia.

Casa De Variste · 2021–2022 · in memoria di UT Via Libia · 42°49′47″N 13°12′42″E

02 · Il nome

Di chi è questo nome

La casa porta il nome di un pastore. Variste è diminutivo di Evaristo: così era chiamato, in famiglia e nel borgo, Micoli Evaristo, nonno materno di Urbano Testa, castellucciano autentico, figlio di una valle che tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento ancora vedeva i greggi salire al Pian Grande in primavera.

Dopo Evaristo, la casa passa al padre di Urbano, che nel 1970 la ristruttura a fondo: è questo intervento — lo scrive Urbano stesso, cinquant'anni più tardi — a permetterle di resistere al sisma del 2016. Senza quella mano paterna, niente tricolore: la casa sarebbe caduta con le altre, a valle.

Da quel padre la casa arriva a Urbano. Da Urbano, dopo la sua scomparsa nel giugno 2023, arriva a me. Quattro generazioni, un solo indirizzo: Via Libia, Castelluccio di Norcia.

  1. Fine '800 – 1970 Micoli Evaristo Nonno materno · pastore
  2. 1970 Il padre di Urbano Ristrutturazione profonda
  3. 1970 ca. – 2023 Urbano Testa Custode del tricolore
  4. Dal 2023 · oggi Daniele Testa Memoria

03 · La casa

Via Libia, 1452 metri

Fino al 24 agosto 2016 era al centro di Castelluccio. Poi il sisma ha tolto le case a valle che la coprivano, e la Casa De Variste si è ritrovata — senza volerlo — in prima fila, affacciata sul Pian Grande. Non si è spostata: si è spostato il paese intorno a lei.

«Questa casa che era al centro di Castelluccio,» scriveva Urbano il 2 giugno 2021, «ora si è venuta a trovare in prima fila rispetto al Pian Grande essendo crollate tutte le case a valle che la coprivano alla vista.»

Il fatto decisivo, però, è più antico. Nel 1970 il padre di Urbano aveva ristrutturato la casa «a fondo, tanto da consentirle di resistere al sisma del 2016». Senza quella ristrutturazione — senza un lavoro ben fatto, nel 1970, da qualcuno che oggi non parla più — la facciata dipinta di tricolore non sarebbe mai esistita. Il gesto di maggio 2021 è figlio di una mano paterna di quarantasei anni prima.

È questo che non si legge sulle targhe: la casa resisté perché qualcuno, molto prima del terremoto, aveva costruito bene.

Immagine · Panoramica di Castelluccio
prima del sisma · formato 16:9
Castelluccio di Norcia · vista dal Pian Grande · prima del sisma del 2016

04 · Il gesto

Un regalo di compleanno

Il 20 maggio 2021 Urbano ha compiuto sessantasette anni. Per festeggiarsi ha chiesto il permesso di accedere alla zona rossa di Castelluccio. Si è portato dietro alcuni amici, qualche pennello, tre pentole di pittura: verde, bianca, rossa. Ha lavorato tre ore. La sera la facciata era un'altra cosa.

Sono un combattente solitario, abituato a non mollare.
Urbano Testa · 67 anni · Corriere dell'Umbria · 3.6.2021
Immagine · Urbano al lavoro sulla facciata
close-up mani e pennello · 20.5.2021
Urbano Testa al lavoro sulla facciata, giorno del suo compleanno

Il gesto non era estetico. Era di posizione. Urbano l'ha spiegato in una lettera aperta su Facebook, il 2 giugno 2021, giorno della Festa della Repubblica. La pubblico qui sotto, integrale, perché è il documento fondativo di questa pagina.

In una frase: Castelluccio è ancora Italia, anche se da cinque anni è ferito a morte. La casa, rimasta ritta per caso e per il lavoro di un padre, poteva ricordarlo a chi sembrava averlo dimenticato.

05 · La lettera aperta · 2 giugno 2021

La lettera aperta, 2 giugno 2021

Questo è ciò che mio padre ha scritto su Facebook il giorno della Festa della Repubblica, dopo che le fotografie della facciata avevano cominciato a girare. È il motivo del gesto, con le sue parole. Non aggiungo nulla.

Post Facebook · 2 giugno 2021 · trascrizione integrale, punteggiatura e grafia dell'autore rispettate.

Cari amici, questa casa che oggi ha indossato il nostro amato tricolore è la mia casa, prima è stata di mio padre che nel lontano 1970 l'aveva ristrutturata a fondo tanto fa consentirle di resistere al sisma del 2016, prima ancora era stata di mio nonno materno Micoli Evaristo.

Questa casa che era al centro di Castelluccio, ora si è venuta a trovare in prima fila rispetto al Pian Grande essendo crollate tutte le case a valle che la coprivano alla vista.

Questo è uno dei motivi che mi ha spinto a vestirla di tricolore, visto che è rimasta come baluardo alla distruzione, sia da monito a chi sembra aver dimenticato che Castelluccio è ancora Italia anche se da cinque anni è ferito a morte.

L'altro motivo per cui oggi La casa de 'Variste' ha vestito il tricolore è la speranza che venga fotografata da molta gente e rimanga impressa nelle loro menti come un monumento alla resilienza, perché questa casa dovrà essere demolita e probabilmente non verrà ricostruita lì dove è sempre stata da quattrocento anni.

La casa de 'Variste' con la sua nuova livrea tricolore avrà ancora molto tempo per ricordare a tutti, ma soprattutto agli addetti ai lavori, che Castelluccio è pur sempre Italia — e non solo quando c'è la fioritura.

— Urbano Testa

Post Facebook originale · 2.6.2021 · archivio familiare

06 · Sedici mesi

Cinquecento giorni, un monumento non ufficiale

Per cinquecentoquattro giorni, da giugno 2021 a settembre 2022, la facciata è stata fotografata da escursionisti, fotografi di passaggio, famiglie in gita, cronisti locali, scolaresche, rider solitari saliti in bici fino al Forca di Presta. La casa era già condannata dal piano urbanistico: tutti lo sapevano. Ma in quei mesi è stata, per chi passava, il monumento che il paese non aveva ancora potuto darsi.

È quello che Urbano aveva scritto — «la speranza che venga fotografata da molta gente e rimanga impressa nelle loro menti come un monumento alla resilienza». Ha funzionato. Le fotografie esistono. Sono sparse fra migliaia di telefoni e di hard disk. La casa, fisicamente, non c'è più; ma vive, con addosso ancora la sua livrea, in memorie che non sa di avere.

Foto · Panoramica facciata
est. 2021
Foto visitatore
lug. 2021
Foto fioritura
lug. 2021
Dettaglio
autunno 2021
Foto verticale
inverno 2021–22
Neve
feb. 2022
Primavera
apr. 2022
Tramonto
ago. 2022
Ultimo mese
ago. 2022
Oggi, il simbolo di questo paese è una facciata di una casa rimasta in piedi.
— Amiche in Wanderlust · post-terremoto

07 · La demolizione · settembre 2022

Quando è caduta anche lei

Il 6 settembre 2022 l'ANSA batte la notizia dall'ultima salita di Castelluccio.

«Anche le ultime case alla sommità di Castelluccio di Norcia sono state abbattute per fare spazio, sei anni dopo il terremoto, alla ricostruzione del piccolo borgo dei Monti Sibillini. È stata tirata giù pure l'abitazione divenuta nota dopo che i proprietari avevano dipinto la facciata con i colori della bandiera italiana. Con le ultime demolizioni il vecchio panorama di Castelluccio non esiste più.» Agenzia ANSA · 6 settembre 2022

La demolizione era prevista dal piano di ricostruzione, licenziato anni prima, studiato da tecnici, approvato dagli organi competenti. Via Libia, in quel tratto, deve diventare a due corsie. La Casa De Variste, nella migliore delle ipotesi, verrà ricostruita un po' più in là — non lì dov'è sempre stata da quattrocento anni.

Non c'è una colpa, in questa pagina. C'è una mancanza.

Spazio intenzionalmente vuoto · 7 settembre 2022

08 · Nove mesi dopo

Nove mesi dopo

Mio padre Urbano Testa è scomparso a giugno 2023, nove mesi dopo la demolizione della casa di famiglia. Aveva visto cadere il simbolo che aveva dipinto per proteggerla.

Questa pagina è per lui. E per chi, come lui, sa che resistere è un gesto.

Urbano Testa · 20 maggio 1954 — giugno 2023

09 · Il belvedere

Il belvedere che non è stato

In una delle ultime interviste, al Corriere dell'Umbria, Urbano parlava di un suo sogno: fare, sul tetto della casa ricostruita, un belvedere affacciato sul Pian Grande. Un posto dove salire, in piena età, a guardare la montagna cambiare vestito secondo le ore e le stagioni.

Voglio vedere col vento da nord quando gli scoperchierà i tetti.
Urbano Testa · 2021

Non ha fatto in tempo. Il belvedere non c'è. Il vento da nord soffia lo stesso sul Pian Grande, ogni inverno.

10 · Fonti

Fonti e riferimenti

Apparato stampa

  1. Corriere dell'Umbria · 3 giugno 2021 · intervista a Urbano Testa
  2. Valnerina Oggi · 3 giugno 2021 · ripresa del post Facebook
  3. Il Primato Nazionale · 6 giugno 2021 · Castelluccio tricolore
  4. Agenzia ANSA · 6 settembre 2022 · ultime demolizioni a Castelluccio
  5. Amiche in Wanderlust · post-terremoto · reportage civile
  6. Archivio familiare Testa · 2021–2023

Ecosistema di memoria

Tutti i testi, tranne quelli tra virgolette, sono scritti da Daniele Testa. Le citazioni di Urbano Testa sono tratte dalla sua lettera Facebook del 2 giugno 2021 e dall'intervista al Corriere dell'Umbria del 3 giugno 2021. Le fotografie vengono caricate manualmente: gli spazi vuoti in questa pagina sono intenzionali.